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Messaggio n. 22

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LA CROCE  -  (N. 22)

La croce Signore, questa croce è pesante… Il suo giogo è opprimente, non cessa di appesantirsi; mi chiedo come farò a continuare senza che essa mi sotterri, mi schiacci, mi immobilizzi e mi renda succube e soggiogato da essa!
 
Ti guardo Signore e non riesco a comprendere, a capire perché Tu l’hai presa volontariamente su di Te!
Ti guardo Signore e non capisco perché Tu la vuoi portare a tutti i costi anche se sei sfinito e finito dalle sofferenze e dal dolore!
Ti guardo Signore e ancor più questa croce mi pesa!
Ti guardo Signore, cerco di cogliere dal Tuo Sguardo velato un segno per capire…!
 
Guardami Gesù, non distogliere da me i Tuoi Occhi, infondimi il Tuo Coraggio, la Tua Forza, il Tuo Amore…!
Guardami Gesù ed io capirò perché la croce!
LA MIA E LA TUA!
 
La mia croce… il peccato che si è insinuato in me con tutte le sue angolature e i suoi specchi: uno di fronte all’altro che si moltiplicano e non cessano, finché uno ad uno non si infrangono quando il pugno violento della vita si abbatte su di essi…
 
Allora, comincia la ricerca affannata della logica degli avvenimenti della tua vita; comprendi che tutto ciò che hai vissuto fino a quel momento era effimero, bugiardo, luce riflessa, opportunità esose e false, conquiste e felicità fatua; ti accorgi che vivevi la tua esistenza nel peccato, fuori dalla Grazia di Dio, perciò di giorno in giorno ti rivestivi di niente e di vuoto, di aria infetta e ti ammalavi ogni istante di più, infettando la tua anima di ogni tipo di peccato!
 
Solo quello era stato il tuo recapito e il tuo comandamento principale: l’ascolto del mondo e del principe di esso!
Credevi di essere libero, ma invece eri schiavo di un padrone esigente e malvagio che si era assiso sulla tua anima con tutto il suo peso mortale, caricandoti di una croce più grande di te e abbandonata sulle tue spalle con tutto il suo drammatico esito…
 
E ancora… le malattie, le sofferenze, l’incomprensione, l’odio, il disamore, i rancori e tante e tante altre situazioni volute e non, che non riesci e non vuoi più sopportare… e il carico sulle tue spalle si aggrava; cerchi di liberartene, ma niente, sempre più gravoso il giogo si fa e ancor meno le forze ti sostengono… cadi e ricadi… non hai più scampo, vorresti fuggire… ma dove?
 
Alzi gli occhi e disperatamente gridi, chiami a gran voce non sai nemmeno tu chi, ma implori che qualcuno venga in tuo aiuto… Ad un tratto il tuo cuore si blocca, l’emozione è grande, il respiro si smorza, le labbra ripetono… GESU’ GESU’… ascoltami, parlami, guardami, vedi quanto soffro? Aiutami! Questa croce non la voglio più, non la sopporto più, liberami!!!
 
Ti guardo e tutto succede… scorgo il Tuo Sguardo mite e addolorato, ma per niente rassegnato alla prova che Tuo Padre Ti aveva destinato; osservo la Croce su cui sei inchiodato, mi par di sentire il Tuo fiato mozzato, una supplica al Padre che ci ha tanto amati e con il Tuo Sacrificio ci ha perdonati; il Tuo Volto pestato, racconta la storia che ci ha tutti salvato… le Braccia distese sul Legno in cui Tu ci hai radunato e in un amplesso d’Amore ci hai tutti abbracciato.
 
Il Tuo Corpo spogliato, perché di tutto Ti sei denudato, dandoci l’esempio di come ci hai tutto donato.
La Testa coronata di spine pungenti dei nostri peccati…
 
Gesù che dolore… che mi trapassa il cuore…!
A vederTi così inerme mi sento svenire, perché mi rendo conto che il mio soffrire, non è niente in confronto a quello che Tu hai dovuto patire, portando per me, i miei peccati su di Te!
 
Adesso, guardando Te innalzato, a me non resta altro che essere prostrato chiedendo perdono per non averTi capito e avere preteso di essere alleggerito dal piccolo peso sostenuto da Te sul Tuo Corpo Glorioso!
 
Così abbracciata alla Croce da Te amata, sussurro… “eccomi Gesù, ti offro la mia croce affinché, consolata dalla vista di Te cammino gioiosa vicino a Te”. Adesso Signore, sono sicura che sentendo il suo peso mai più dirò lontana da me, ma unita a Te, vincerò anche sotto la croce gridando felice… sì Signore, così come Te!!!
 
20.03.2002