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Messaggio n. 23

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L’INTERROGATORIO  -  (N. 23)

“…ECCO CHE L’IMPUTATO ERA NEL PRETORIO DAVANTI A PILATO…
 
Ero legato come un malfattore, già debilitato dalla stanchezza di essere stato trascinato avanti e indietro tra sinedrio e perfino da Erode; nessuno si prendeva la responsabilità di condannarMi; Mi interrogavano, ma non Mi capivano, anzi Mi condannavano per questo.
 
Non udivano il richiamo di Dio, erano chiusi nelle loro paure nascoste, ma che Io conoscevo alla perfezione!
Paura di perdere il loro potere, paura di perdere credibilità verso i fedeli, paura di conoscersi veramente per quello che erano... assassini della Verità!
 
Allora non potendo esternare tutto il loro cuore malvagio, Mi trascinavano da un posto all’altro, maltrattandoMi, insultandoMi, deridendoMi nella speranza di una Mia reazione; ma niente… Io tacevo!…
Ed alla fine eccoMi davanti a Pilato!
 
Lui non Mi voleva, non desiderava occuparsi di Me, sapeva che ero la sua coscienza e la sua dannazione! 
Ero quella Voce che inconsciamente lo richiamava a riflettere prima di procedere!
Mi scrutava, cercava di capire, voleva che una Mia ammissione di colpevolezza o di innocenza uscisse dalle Mie Labbra, così si sarebbe comportato di conseguenza, e aspettava…
 
Il Mio silenzio pesava… troppo, perché potesse risolvere il dilemma che sconvolgeva gli interessi e le abitudini di quest’uomo.
 
Allora stanco di osservarMi cominciò ad interrogarMi:
Chi sei? Lo sai di cosa Ti accusano? E’ vero che Ti proclami Re dei Giudei? Perché non parli e dici qualcosa a Tua discolpa, e via…
Io da parte Mia dissi solo poche cose, tra questa una sola era importante che lui fosse a conoscenza (ma non solo lui), che il Mio Regno non era nel mondo e che Io avrei regnato sovrano su chi Mi avrebbe accolto… e in quei giorni erano veramente pochi coloro che Mi amavano.
 
Pilato e tutti gli altri non ebbero davanti a sé che un muto, Umile, Docile, che accettava la Sua condanna senza un gemito!
Sapevo perfettamente cosa Mi aspettava, abbracciai tutto per Amore vostro…!
 
Le sofferenze più atroci, che nessun uomo avrebbe potuto sopportare anche se sostenuto dalla Fede più grande e da un Amore fortissimo… solo Io UOMO-DIO potevo sostenere tutto ciò per voi… perdonando!
 
Tu uomo, sei capace di non reagire quando vieni calunniato, deriso, beffeggiato, incolpato di reati non commessi, calpestato nei tuoi diritti, denunciato e portato al cospetto di chi deve giudicarti?
Sai tacere davanti ai tuoi accusatori?
Sai perdonare il loro comportamento?
Sai intercedere per loro, verso chi deve pronunciare la tua condanna sperando nella loro ritrattazione bugiarda?
 
NO!!! Ti fai giudice tu stesso, condanni a tua volta, ingiuri, incolpi, calunni, uccidi e via… divenendo così anche tu come lui!
Hai mai cercato veramente il perché del male che ricevi ingiustamente?
Cosa ha portato questo tuo nemico a comportarsi così?
Hai provato sinceramente ad interrogarti ed ad interrogare chi ti accusa cercando di scoprirne la fonte e lo zampillo che ha scaturito tutto ciò ?
 
SI!? Allora non hai nulla da rimproverarti, quindi taci; se aggiungi parole su parole non ti serviranno ad altro che irritare e fomentare negli animi il rancore, la rabbia, l’odio: questo lascialo fare agli altri. Fai come Me, silenzio e preghiera per te e per intercedere verso il Padre che ti ascolterà come ha ascoltato Me... sempre; anche se apparentemente tutto lasciava credere il contrario!…
 
No?! Allora rifletti e comportati di conseguenza, spiegati con il tuo accusatore e cercate di incontrarvi e chiarire la vostra posizione.
L’avversario non vuole saperne perché è accecato dalle sue ragioni sbagliate; non importa, ci hai provato… fai come Me, la Mia Mitezza e il Mio silenzio era ed è la prova tangibile della Verità già parlata!
 
Ricordati che in qualsiasi tribunale umano ti troverai, sarai giudicato da uomini come te, peccatori come te, dove ci sono leggi fatte da uomini e dove si possono rovesciare le situazioni, per cavilli esosi, che spesso condannano l’innocente e libera il colpevole secondo della portata del personaggio che sei!
 
Ricordati anche che l’unico Tribunale a cui dovrai rendere conto di tutto in modo totale è quello di Dio; agli uomini puoi nascondere tutto ciò che vuoi, a Dio nulla è nascosto!
 
Ricorda che vale più una parola non detta, che tanti discorsi fatti!
Ricordati, MI INTERROGAVANO, MI ACCUSAVANO… MA IO TACEVO…
 
Fai tu come Me e “VIVRAI” anche se sarai condannato!
Ricordati… SILENZIO E PREGHIERA!…”
 
21.03.2002