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Messaggio n. 24

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IL VIANDANTE  -  (N. 24)

“Ecco, Lo scorgo il Divino Viandante, Si avvicina mesto, assorto col Capo chino, sicuramente in preghiera. Non scorgo i Suoi Occhi, ma so che riflettono una profonda tristezza e una Verità che non avrebbe voluto si compisse: la chiusura totale alla Grazia, che apriva il baratro alla morte dell’anima!
 
Il Divino Viandante, avvolto nella Sua tunica polverosa, lasciava capire il cammino fatto fin lì; i Suoi Sacri Piedi, appena calzati e stanchi… tanto stanchi per il pellegrinare da città a città, denunciavano che ormai tutto stava per concludersi… era arrivata la fine!
 
Tutto quello che era da svelare, era stato svelato; tutto ciò che era da completare, era stato completato; tutto ciò che era da dire, era stato detto; tutto ciò che era da fare, era stato fatto… quindi era già vicina la conclusione… il completamento della missione!
 
Ancora poche ore e tutto ciò che era nei progetti del Padre si stava concludendo!
Le Mani che avevano tante e tante volte beneficato, si stringono in un moto convulso di dolore, nel desiderio di volere spezzare le catene di quelle anime che non avevano “accolto”!…
Oh triste Viandante, divorato d’Amore, respinto dai più! Chissà cosa pensi di noi miseri e miserabili!…
 
Ti guardo, mi prostro e cerco di incontrare il Tuo Sguardo, capire e sentire il Tuo grande soffrire, potermi spiegare in modo totale, guardando i Tuoi Occhi, cosa debbo fare per poterTi di più amare.
 
Allora gemendo, piangendo e pregando, mi accorgo felice che mi stai parlando…
Mi guardo attorno… Son sola… e Tu parli a me… mi sento sconvolta, alzo il capo… e incontro il Tuo Sguardo…
 
Mio Dio che abisso profondo d’Amore scaturisce da Te… mi avvolge e mi penetra in modo talmente violento, che mi sento ghiacciare… la Tua Voce soave mi scuote e ad un tratto io “sento”ciò che Tu dici a me.
 
E’ un canto infuocato, di un Dio innamorato, che vuol far sentire quanto mi ha amato, per questo mi dice di aver a lungo viaggiato per valli e pianure, tra monti e colline, di notte e di giorno, nel buio e col sole, col caldo e col freddo, portando a noi tutti la Lieta Novella di esser venuto nel mondo quaggiù facendo il Viandante… e non il nostro Re, per portare l’Amore, la Gioia e il Sapore di cose perdute, che abbiamo scordato ascoltando “quella voce” che ci ha dannato!
 
Oh Caro Viandante, insegnami ancora che la strada che Tu hai percorso è quella che Tu hai tracciato per me; fa che io capisca che uscendo da essa disperdo l’Amore che Tu mi hai donato.
E quando, finita la strada, volgendomi indietro non debba pentirmi di averTi lasciato, ma sicura soltanto di averTi seguito; guardando le mie mani, i miei piedi e le vesti impolverate; magari mostrandoTi il mio sacco vuoto… possa dirTi felice: “Gesù Ti ricordi, ho donato tutto a Te”, e mentre cammino con Te, poterlo riempire di nuovo e donarlo a Te che sei il mio solo Re!
Mi faccio viandante per amore di Te, ti prego Gesù portami con Te! La vita vissuta lontano da Te è solo dolore e non appaga il cuore… Allora, Signore fammi viandante, ma unita a Te!…”
 
Tuo scricchiolo
29.03.2002