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Messaggio n. 185

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IL DOLORE E LA FEDE - (N. 185)

“Figlia tribolata nella figlia della tua carne… abbiamo nel Cuore e nella Nostra Carne il pungolo doloroso del martirio dei figli!!
La tua domanda insistente del perché di ciò che da anni ti trafigge il cuore e l’anima, è per te sostegno continuo e la perseveranza della tua Fede fiduciosa nell’assistenza e nel conseguimento della tua corona di madre dolorosa e saggia, nella consapevolezza che nei tempi in cui Dio vorrà ne sarai liberata…
…E in quel giorno l’anima tua gioirà nel Signore e il tuo spirito esulterà nel Dio tuo Salvatore, perché ha guardato la Fede della Sua figlia che in Lui ha sempre sperato!!!
Egli libererà il tuo cuore da tutte le tue angosce e ti renderà lucente come un faro che ha illuminato coloro che ti hanno osservato nei tuoi giorni tristi e con te hanno sperato nella Salvezza della figlia tua!!!
Figlia Mia, spera contro ogni speranza e ringrazia comunque il tuo Gesù perché Egli E’ l’ALFA e l’OMEGA di tutto e di tutti!!!
Spera figlia e imita la Madre tua, che ha sofferto per tutti dolori immensi, ma mai ha lasciato spazio all’esitazione e al dubbio dell’Amore del Padre Celeste!!!
Figlia Mia, ti amo più di altre creature che sono nel “sereno e felice” vivere del poco che hanno, poiché tu Mi dai gioia e vanto di appartenerMi!!!
Amo immensamente la figlia tua che è la tua tribolazione, ma spera, ama e prega… nei tempi che sono segnati dal Padrone del Tempo e dell’Eternità!!!
Seguila sempre, non abbandonarla mai, imita ME che mai ho abbandonato il Figlio Mio nei Suoi dolori che trafiggono anche Me!!
Infondile la fiducia nel Dio d’Amore che ti ha voluto associare alle Sue sofferenze e che anche se tu non “vedi” è stretta nel Suo Abbraccio di Padre e Fratello!!!
Ricordati che il Dio della Speranza non Si è mai allontanato e mai Si allontanerà dalla tua casa e dal tuo fianco… se tu non lo vorrai!!!
Ti abbraccio, unendoti a Gesù Mio Figlio e tuo Dio.”
La MAMMA
 
26.07.2003 (Messaggio per G…)
(Ero alla Consuma -Fi- nella piccola chiesa durante il Rosario con davanti a me un affresco raffigurante la Vergine con in braccio il piccolo Gesù stretto al seno; lo Sguardo della Madre sembrava mi dicesse “scrivi” e mi sorrideva, così ho preso penna e blocco e ho scritto.)