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Messaggio n. 471 e 472

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DESERTO!!! - (N. 471)

“Eccomi Gesù nella “nostra” cappellina dove Tu ed io ci incontriamo; Sei davanti a me nell’Ostensorio, innalzato all’adorazione della tua piccola.

Quanto tempo, Gesù, ho fatto trascorrere senza tornare in questo luogo tanto caro a me!

Perchè hai permesso che non tornassi più in tutte queste settimane?

Ora capisco la mia aridità; mi mancava questa intimità con TE!

Ora il mio cuore si è rasserenato, ha aperto i suoi alveoli e il mio sangue si è sciolto, perché TU l’hai sciolto con la purezza del Tuo Preziosissimo Sangue!!!

Adesso mi sento più unita a Te e posso parlarTi in modo più coerente e “meno arido”!

Gesù, so che sei contento, perché sento tanta pace e serenità in tutto il mio essere e so che Tu mi parlerai dopo che ti avrò aperto completamente il mio cuore!

Molte angosce si affollavano in questo periodo in me, la mia testa non riusciva più ad essere nell’equilibrio giusto per pregare e per ASCOLTARE la TUA VOCE!

Poi tutte le vicissitudini di casa, mi allontanavano dal vero pregare e non sapevo più mettermi in adorazione di TE che SEI IL MIO TUTTO!

Ecco che oggi davanti a TE SACRAMENTATO mi sento finalmente felice perché TU mi fai sentire amata, desiderata e coccolata!!!

NON VOGLIO PIU’, GESU’, SENTIRMI SOLA, TRISTE E ANNOIATA; VIVI IN ME E NON LASCIARMI PIU’!!“

“Scricchiolino, come sempre IO TI FACCIO ASSAPORARE UN PO’ DEL MIO DOLORE, DELLA MIA SOLITUDINE, DELLA DIMENTICANZA DEI MIEI FIGLI… E LA TRISTEZZA DI NON ESSERE “ASCOLTATO”!

Ho fatto silenzio dentro di te poiché c’era troppo chiasso nel tuo cuore e non sentivi che IO TI PARLAVO SEMPRE; la Mia Voce era come canna al vento e si perdeva senza lasciarti niente dentro: allora ti ho fatto deserto affinché finalmente tu riuscissi a “sentire”.

Hai provato una briciola del deserto di anime che Mi colpiscono al Cuore e si allontanano da Me, SORGENTE DI OGNI BENE!

Hai provato che senza ME sei acqua sporca e cibo avariato è il tuo nutrimento.

Hai sentito la gola riarsa e l’aridità dentro di te… e così Mi hai invocato, Mi hai chiamato… e finalmente mi hai “ASCOLTATO”!

Ora che hai fatto un po’ di penitenza quaresimale, ricordati che IO SONO COLUI CHE PURIFICA I CUORI, RINFRANCA L’ANIMA E DONA L’AMORE PERFETTO!

Non allontanarti più dal Mio Cuore EUCARISTICO e DAMMI IL TUO TEMPO E RIPARA PER TE E PER L’UMANITA’ CHE STA PERDENDO LA SUA IDENTITA’ DI POPOLO DI DIO E STA “PERDENDOSI” DIETRO IL MENTITORE!!

RIPARA PER TUTTI I SACRILEGI E LE NEFANDEZZE CHE SI PERPETUANO IN QUESTO MONDO E CHIEDI PERDONO E MISERICORDIA A ME, AFFINCHE’ IL MIO SACRIFICIO NON SIA STATO VANO!!

ORA TI BENEDICO E TI GUARISCO LE FERITE CHE QUESTO “DESERTO” HA PRODOTTO IN TE, unisco a te tutti coloro che Mi hai portato sull’altare, la tua famiglia… e ti bacio l’anima e il cuore…“

GESU’ Padre del “Deserto”

 

16.03.2006 (Ore 11.00. Sono nella Chiesetta del Suffragio in adorazione Eucaristica dopo la S. Messa; erano molti giorni che non riuscivo a tornare in questo angolo di Paradiso (per me), e Gesù mi ha accolto con tutto il Suo immenso Amore. Grazie Mio Adorato, Tu SIA BENEDETTO E ADORATO PER TUTTI I SECOLI E IN ETERNO). Tuo scricciolo

 

 

IL POVERO DI DIO - (N. 472)

 

“Francesco, Francesco… ripara la Mia Casa!

Francesco… salva la Mia Chiesa!

Francesco… testimonia il Mio Amore!

Francesco, aiutaMi a diffondere la Mia Parola e la Mia Carità!...

Questo dissi al Mio “piccolo grande uomo”, ed egli, da prima non comprese, ma poi divenne una quercia indistruttibile nella cristianità!

Con gioia distribuì tutto ciò che gli apparteneva ai più deboli, ai più poveri, e per primo abbracciò il “LEBBROSO” che gli chiedeva l’elemosina… senza ribrezzo e senza repulsione per le ferite putride del suo corpo!

Chi fu lo sprone del suo gesto?

IO GESU’, CHE “VESTITOSI” DA LEBBROSO, ATTRASSE A SE’ IL RICCO CAVALIERE E LO SCONVOLSE NELLE SUE CERTEZZE MATERIALI E FUTILI!

L’abbraccio a quel “derelitto” fu la FIAMMA che accese nel suo cuore l’amore al suo Dio e ai fratelli che condusse alla “nuova casa”: quella del PADRE!

Francesco si fece povero materialmente, ma soprattutto “povero di spirito”, e con la sua adesione completa in ME Suo Maestro, divenne un altro “ME”!

L’austerità della sua povertà, guarì tante anime e fu esempio tangibile della MIA PRESENZA IN LUI!

Egli rinunciò a tutto e fece del suo corpo mezzo di salvezza per i fratelli del suo tempo che, dopo la sua “morte corporale”, proseguirono sulle sue orme vivendo nella carità, nell’umiltà, nell’austerità povera della propria esistenza, nella purezza di intenti e di anima.

Povero “poverello”, poveri i fratelli… POVERELLO RICCO DI DIO, fratelli “poveri” nel Cuore Santo di Dio!

Il Mio “povero” Santo, dette tutto di sé a Dio in corpo e anima, tutto accettò, tutto donò, tutto visse nella libertà di essere SIMILE AL SUO GESU’, AMANDO CON TUTTA L’ANIMA LA PAROLA E IL VANGELO!!!

Amò Dio e i fratelli più di sé stesso e visse “felice” per le strade del mondo per regnare con Me, SUO MAESTRO E SPOSO, NELL’ETERNITA’!!!“

GESU’ mite e umile maestro dei “poveri”

 

15.03.2006 (13^ lezione del laboratorio di preghiera e vita. L’argomento del giorno è l’umiltà e la povertà; non è ancora cominciata la spiegazione ed io scrivo senza comprendere cosa c’entrasse S.Francesco).